Corrette informazioni per valorizzare il papiro e non fantasiose pubblicità .

A cadenza periodica tornano gli “spropositi” sul papiro. Avrei volentieri dedicato il mio tempo ad altro ma sono stato sollecitato da molti a intervenire per controbattere alcune fantasiose affermazioni, a tutela del valore culturale della pianta di papiro (Cyperus papyrus L.).

Mi riferisco all’articolo di stampa dal titolo «Tarascio, e il suo papiro a “Striscia la notizia”» (apparso sul quotidiano “La Sicilia” del 20.02.2024, p. 4) e all’intervista televisiva per il programma “Striscia la notizia”, andata in onda il 3 febbraio scorso.

L’intervistato non è nuovo in questo genere di affermazioni e nel creare molta confusione, frutto evidente di scarsa conoscenza.

Egli parla di “novità inedite al mondo” relative alla pianta di papiro, ma quali sono queste novità inedite? Anticipo: nessuna.

Nelle interviste sopra menzionate egli dice che durante una ricerca nella tomba di “Petion” o “Pepyonk” “abbiamo” trovato la “torta al papiro più antica del mondo risalente a 4100 anni fa”. Tale affermazione è molto fantasiosa in quanto non risulta che siano state trovate “torte al papiro” (Cyperus papyrus L.), né tanto meno in questa presunta tomba.

Altra “novità inedita al mondo” presentata è il “latte di papiro”. Nell’articolo su carta stampata egli scrive di “latte di papiro estratto dalla sua radice (zigoli), l’orchata de ciufa (la bevanda dei faraoni)”. E ancora, nell’intervista televisiva egli dice: “Il latte si faceva con gli zigoli. Gli zigoli sono le radici del papiro esculentum, chiamata anche mandorla … Il papiro nasce sul fiume Ciane a Siracusa e nei bordi dei fiumi”.

Quanta poca conoscenza sull’argomento mostrano tali affermazioni e quanta confusione! L’intervistato confonde due piante appartenenti allo stesso genere Cyperus (che comprende circa 650 specie) ma ben distinte tra di esse per struttura, composizione chimica e usi: il papiro (Cyperus papyrus L.; famiglia Cyperaceae, genere Cyperus, specie papyrus) e lo zigolo dolce (Cyperus esculentus L.; famiglia Cyperaceae, genere Cyperus, specie esculentus), che – diversamente dal papiro presenta tuberi commestibili e per la sua grossezza e altezza (da 30 a 90 cm) non può essere utilizzato per la produzione della carta di papiro. La denominazione “latte di papiro” è completamente errata: 1) il cosiddetto “latte” non viene estratto dalle radici del papiro (Cyperus papyrus L.), che non presentano tuberi; 2) non risulta l’esistenza di un “papiro esculentum”; 3) gli zigoli non sono le radici del papiro (Cyperus papyrus L.) ma le piante di Cyperus esculentus L.; 4) l’estratto dei tuberi dello zigolo (Cyperus esculentus L.) è la materia prima impiegata in Spagna per ottenere la bevanda tradizionale chiamata horchada de chufa, una bevanda utilizzata fin dai tempi antichi in vari Paesi e anche dai contadini siciliani.

È antico l’impiego dei piccoli tuberi dolci dello zigolo come alimento; essi erano, e in alcune aree ancora oggi, consumati preparandoli in diversi modi (essiccazione, ammollo, macinazione e tostatura). Per una corretta informazione preme ricordare che sia i tuberi dello zigolo sia l’olio che da essi si estrae sono esposti da molti anni al Museo del Papiro di Siracusa, che ha condotto un’ampia ricerca – in parte pubblicata anche in atti di convegni – sull’uso della specie esculentus, una delle piante più antiche e conosciute nell’antico Egitto, se si pensa che resti di pianta risalgono a 18.000 anni fa. In Egitto, molti sono stati i ritrovamenti di tuberi di Cyperus esculentus L., oggi conservati in vari musei. Oltre ai ritrovamenti nei siti archeologici, un’interessante illustrazione che conferma l’importanza di questa pianta si trova nella tomba di Rekhmira del XV sec. a.C., che mostra contadini che pesano e pestano i tuberi dello zigolo (antico nome egiziano: wah; moderno egiziano: ḥabb el-Aziz) per ottenere una sorta di farina da utilizzare per la preparazione di pani destinanti alle tavole delle offerte per gli dèi. Ma, ripetiamo, non risulta che siano state trovate “torte al papiro”.

Quindi, nessuna “novità inedita al mondo”. Ancor di più, perché è noto da tempo l’ampio utilizzo dei tuberi di Cyperus esculentus L. non solo in Spagna ma in vari Paesi. Dai tempi più antichi a oggi i tuberi vengono utilizzati in Egitto, Senegal, Burkina Faso, Nigeria, Niger ecc. per produrre biscotti, torte, torrone, birra, marmellata, come aromatizzante nei gelati e altro; in Egitto ancora oggi vengono venduti tostati dagli ambulanti ai bordi delle strade. Va ricordato, inoltre, che anche in Italia i tuberi tostati e ridotti in polvere venivano utilizzati come sostituto o adulterante del caffè e del cacao; in Sicilia i tuberi, chiamati babbagigi o cabbasisi, venivano pestati in acqua per ottenere una bibita simile alla orzata di mandorle. Anche l’olio estratto dai tuberi di Cyperus esculentus L. era utilizzato fin dai tempi remoti per le sue alte qualità e ancora oggi viene utilizzato nel campo alimentare, sanitario e cosmetico.

Ma questi, ribadisco, sono utilizzi dello zigolo (Cyperus esculentus L.) e non del papiro (Cyperus papyrus L.), piante differenti tra di esse e che l’intervistato confonde.

Non mi soffermo oltre su quanto esposto nelle interviste, ma non posso non rilevare ancora che l’intervistato attribuisce al papiro (Cyperus papyrus L.) proprietà che appartengono allo zigolo (Cyperus esculentus L.), considerato che vanta l’uso del papiro nell’arte culinaria e la distribuzione dei suoi preparati (“Oggi nei nostri laboratori artigianali abbiamo estratto la polpa di papiro naturale … per farne creme, marmellate, pasticcini, torroni, ciambelle, gelati … qualsiasi tipo di pasta: spaghetti, rigatoni, ravioli, etc.”).

Com’è noto, il papiro (Cyperus papyrus L.) veniva utilizzato nell’antichità per vari usi; si facevano con il papiro, oltre ai fogli di carta, vele per imbarcazioni, bende, indumenti, cesti e stuoie, sandali, barche, corde e altro. Riguardo all’uso della pianta come alimento, l’impiego è attestato da fonti letterarie, ma limitatamente alla parte inferiore dei culmi giovani immersa in acqua e più vicina ai rizomi, con buccia bianca e morbida, protetta dalle brattee marroni. Va specificato, però, che questa porzione, come informano gli autori antichi (tra i quali Teofrasto, Erodoto e Plinio), veniva masticata “cruda o cotta, ingoiandone soltanto il succo” e gettando via il bolo in quanto scarsamente digeribile.

D’altra parte, la possibilità di utilizzare razionalmente il papiro (Cyperus papyrus L.) per scopi alimentari non sarebbe sfuggita sicuramente alla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) e altre istituzioni. Considerata l’abbondanza del papiro in Africa e il suo elevato tasso di crescita, l’utilizzo come alimento avrebbe contribuito alle necessità alimentari di alcune aree del continente africano, risolvendo il grave problema della malnutrizione. Ma per vari motivi, tra i quali non va certamente esclusa la limitata digeribilità del midollo del papiro, la pianta (a quanto risulta) non è stata oggetto di attenzione da parte della FAO. Studi e indagini analitiche su piante di Cyperus papyrus L. raccolte nei differenti stadi di crescita hanno dimostrato che sia il contenuto di proteine (3,9% nei culmi giovani e 1,9% in quelli adulti) sia il valore di digeribilità (da 45,5% nei culmi giovani a 3,1% in quelli adulti) decrescono con il crescere dell’età della pianta. In sintesi, gli studi condotti hanno mostrato che l’utilizzo come alimento della porzione inferiore del culmo giovane di Cyperus papyrus L. richiederebbe una flora intestinale considerevole (“gli esseri umani non hanno enzimi e batteri intestinali tali da digerire la cellulosa grezza, come fanno le scimmie”).

Quel che preoccupa è la pubblicizzazione da parte dell’intervistato dell’uso del papiro “in qualsiasi ambito dell’arte culinaria (dolce o salato)”, anche con indicazione di ricette, nonché l’affermazione che “oggi nei nostri laboratori artigianali abbiamo estratto la polpa di papiro naturale … La polpa di papiro si ottiene tagliando il gambo del papiro a pezzettini … Ricordiamoci che la pianta Papyrus Ciperus in Europa cresce solo a Siracusa. Ecco perché abbiamo confezionato la polpa e la spediamo in tutta Italia e oltre, in confezioni da un chilo”. Mi chiedo, tra l’altro, se sono rispettate le disposizioni comunitarie nel campo della sicurezza alimentare. Riguardo all’uso alimentare, nel regolamento CE, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, a quanto risulta non è elencato il papiro (Cyperus papyrus L.) e neppure nella lista delle piante ammesse dal Ministero della Salute all’impiego negli integratori alimentari come fonte di sostanze e preparati vegetali.

E mi fermo qui. Ho voluto esporre quanto sopra perché l’opinione pubblica sia informata correttamente.

Siracusa, 15 marzo 2024

Corrado Basile

Presidente

Istituto Internazionale del Papiro

Museo del Papiro

Siracusa

museodelpapirosr@gmail.com

                    

              Cyperus papyrus L.                                

Cyperus esculentus L. (da R. Germer, Flora des pharaonischen Ägypten, «DAIAK» 14, Mainz am Rhein 1985, p. 246).

Tuberi di Cyperus esculentus L.

Tuberi di Cyperus esculentus L. (esposti al Museo del Papiro di Siracusa).

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