I PAPIRI CARBONIZZATI DI ERCOLANO

I papiri carbonizzati di Ercolano. La temperatura dei materiali vulcanici e le tecniche di manifattura dei rotoli“, di Corrado Basile (Quaderni del Museo del Papiro XIII, seconda edizione riveduta ed aggiornata, 2015)

I papiri carbonizzati di Ercolano, di C. Basile (2015)

Introduzione

Nel 1994 venne pubblicata la prima edizione del volume I papiri carbonizzati di Ercolano. La temperatura dei materiali vulcanici e le tecniche di manifattura dei rotoli, che oggi, dopo circa venti anni, vede l’uscita della seconda edizione aggiornata.

La lunga attività di ricerca sulle antiche tecniche di manifattura e sul restauro dei papiri mi ha portato a studiare, sin dalla fine degli anni Ottanta e su proposta del Segretario del Centro per lo Studio dei Papiri Ercolanesi, il compianto Marcello Gigante, i papiri carbonizzati di Ercolano sotto l’aspetto analitico, strutturale e di manifattura, al fine di dare chiare risposte alle varie tesi sostenute da studiosi negli ultimi due secoli sulle cause che hanno determinato i diversi gradi di colore e stati di conservazione dei rotoli ercolanesi. Un iniziale approccio ai papiri ercolanesi avvenne già nel 1975, quando Knut Kleve, successivamente capo dell’équipe per l’apertura dei papiri, chiese di conoscere le antiche tecniche di manifattura dei rotoli; prima di procedere all’apertura dei rotoli ercolanesi, il Kleve riteneva fosse importante fare alcuni esperimenti carbonizzando i rotoli moderni, portarli allo stato in cui si trovano i papiri ercolanesi e, poi, tentare di aprirli.

Ho progettato e condotto l’indagine, sottoponendo, per la prima volta, frammenti di papiri non scritti e legni carbonizzati ad analisi termogravimetriche; oltre ai materiali ercolanesi sono stati analizzati anche papiri non scritti carbonizzati di Bubastis, Mendes e Thmuis.

I risultati dello studio sono stati esposti nella prima edizione e in altre pubblicazioni. Tra l’altro, i papiri si sono rivelati un indicatore termico dell’eruzione del 79 d.C.: l’indagine analitica sui papiri carbonizzati di Ercolano ha evidenziato temperature intorno ai 300-320°C; alcune misurazioni presentano valori più alti, intorno a 350°C. Tali risultati hanno ricevuto il favorevole accoglimento degli studiosi nel campo; già nel 1993, per il vulcanologo Roberto Santacroce “la coerenza dei dati ottenuti con le indicazioni e i dati provenienti da studi più specificamente vulcanologici eliminano gli ultimi dubbi eventualmente ancora sussistenti sulla natura dei prodotti che investirono inizialmente Ercolano e ne definiscono univocamente la termalità”: Inoltre, è possibile affermare che la conservazione dei rotoli ercolanesi è dovuta principalmente alla carbonizzazione incompleta prodotta dal calore dei materiali vulcanici, un processo di combustione parziale che ha preservato i rotoli dall’incenerimento.

Nei circa venti anni intercorsi tra la prima e la seconda edizione non ho tralasciato di occuparmi dei papiri ercolanesi, continuando tra l’altro anche l’indagine analitica sia sui frammenti di papiri sia sui legni carbonizzati.

La seconda edizione del volume è arricchita di nuovi dati, anche quelli relativi ai legni carbonizzati non pubblicati nell’edizione del 1994.

Il raggiungimento deirisultati presentati è stato ottenuto attraverso una lunga serie di analisi sui campioni antichi disponibili e, per l’indagine di confronto, su centinaia di campioni moderni prodotti con le tecniche antiche. Appare superficiale, a mio avviso, pensare di chiarire le cause dei diversi gradi di colore e stati di conservazione dei papiri ercolanesi attraverso i risultati di poche analisi né, tantomeno, di stabilire il grado di carbonizzazione dei papiri eseguendo altrettante poche analisi su papiri moderni, senza tener conto delle diverse tecniche di manifattura utilizzate.

Nell’occasione della seconda edizione della pubblicazione I papiri carbonizzati di Ercolano, il Museo del Papiro ha allestito una teca dedicata ai papiri ercolanesi, esaudendo in tal modo l’augurio del prof. Gigante, espresso nel luglio 1990, “che un ambiente del Museo possa essere dedicato ai papiri ercolanesi”.

Desidero ringraziare Anna Di Natale, direttore del Museo del Papiro, per la costante e insostituibile collaborazione.

Corrado Basile

 

 

 

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